SCIOCKA / SIAMO TANTI

(1978) (CRAMPS 5201 603)

   

 

SCIOCKA

Lei, lei non è contenta, si sente frustrata, insoddisfatta, è ancora annoiata, ha bisogno di più, non è mai abbastanza per la

sua fantasia, la fotografia, lei vuole di più, si deve sfogare e vuole gridare.

Io, io per lei solo un gioco, un elettrodomestico, che si usa e si lascia, che si accende e si spegne, un oggetto sbattuto

a piacere se vuoi, transistorizzato, come vuole lei, lui. Come vuoi tu, ma non è abbastanza, lei vuole di più.

         SCIOCKA, se non stai bene attento la scossa ti da.

          SCIOCKA, se lei apre la bocca, lei ti shockerà.

Io, cos’altro può fare uno come me, che può fare di più, farò come vuoi tu, come vuole lei, lui.

Sarò io servitore di due padroni, ho servito già tanti, servirò anche te, ho amato già tanti amerò anche lei

Lei, lei vuole le mani, le mie, teleguidate, computerizzate, ha bisogno di più, perché ancora ha paura,  e non riesce a volare,

si deve sfogare e vuole gridare la sua voglia di amare, e ha bisogno di più, e non è abbastanza.

          SCIOCKA, se non stai bene attento la scossa ti da.

          SCIOCKA, se lei apre la bocca, lei ti shockerà.

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SIAMO TANTI

E quel tipo sognatore, un po’ buffo, visionario,

quel tipo così strano che veniva da lontano

col suo segreto antico di maschere e di trucchi,

di giochi e di risate, di sogni e di canzoni

arrivò un giorno caldo con il sole ad Occidente

in una casa dove ballava tanta gente

"Voi chi siete?" chiese, con garbo, dolcemente,

quelli senza smettere risposero così:

          Noi siamo tanti, saltellanti, scintillanti come te

          siamo tanti, qui davanti, sorprendenti, come te.

E volò in alto in alto, sopra le nuvole di gente,

sui venti di parole, di pensieri invadenti,

pochi soldi nelle tasche, tanti sogni sulla bocca,

un cuore nella testa, una gioia sconfinata,

arrivò ancora stanco e la luna era crescente

in una casa dove rideva tanta gente

"Voi chi siete?" chiese, adagio, dolcemente,

quelli senza smettere risposero così:

          Noi siamo tanti, saltellanti, scintillanti come te

          siamo tanti, sorprendenti, qui davanti come te.

E dopo aver viaggiato tanto, avanti, avanti ancora

alle feste di Venezia, da Bologna al Carnevale

andò aldilà del tempo, andò oltre il futuro

dove tutto è stato già ciò che qui non è ancora,

arrivò senza paura oltre il sole scintillante

in una casa dove rideva tanta gente

"Voi chi siete?" chiese, con audacia, fermamente,

quelli senza smettere risposero così:

          Noi siamo tanti, saltellanti, scintillanti come te

          siamo tanti, sorprendenti, qui davanti come te.

 

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