PANE QUOTIDIANO / IN GIRO PER LE STRADE 

(1976) (CRSNP 1601)

   

 

PANE QUOTIDIANO

E se penso all’allegria che mi da un amica mia, con i suoi vestiti bianchi, i suoi sorrisi colorati

quando dice di volere un corpo bello, equilibrato, mangia solo cibo naturale con amore preparato

ma se cerchi di andare al di là dei suoi vestiti a fiori e seta,

dei suoi giochi dei suoi soldi, per l'equilibrio del pianeta

lei si alza sorridendo e dice "ciao" e poi va via,

dicendo "scusa ognuno ha il suo karma, in fondo non e’ colpa mia"

Insalata di riso bianco come il sorriso che la crema del latte da allo yogurt di frutta

bianca come la chiara dell’uovo sbattuto, come la panna montata con lo zucchero sopra

come il fior di farina che lei ha in cucina, bianca come lo yogurt anche se non fa rima

bianca come dovrebbe essere la sua coscienza che si scioglie come il pane e burro ogni mattina.

          E c’è chi ha il pane dolce, la sua fetta di torta, c’è chi il pane lo ruba e il pane cresce di prezzo

          c’è chi lo lavora, c’è chi fa fatica, e c’è il sapore amaro del suo pane quotidiano.

 Un amico mio, un compagno, un bravo rivoluzionario, un tipo serio, intelligente e preparato

troppo preso dai problemi della crisi dello stato, di sé stesso e del suo corpo sembrava essersi scordato

ma il fegato dimostra ogni giorno quel contrasto tra i suoi nervi tesi e quel sorriso suo mai rilassato

o è il veleno che non ben ha digerito dopo il pasto,

ma il colore del suo viso che sembra essersi  ingiallito.

Uova plastificate, liofilizzate, gente mineralizzata biodegradata

carne inscatolata gelatinizzata , deproteinizzata, supermarketizzata,

mangia verde artificiale devitalizzato, clorifilizzato,  superindustrializzato,

frutta sciroppata supercolorata, dolce gomma artificiale, bilancia sbilanciata.

          C’è chi ha il pane dolce, la sua fetta di torta, c’è chi il pane lo ruba e il pane scende di prezzo

          c’è chi lo lavora c’è chi fa fatica, e c’è il sapore amaro del suo pane quotidiano.

Io se mangio quando mangio se sono solo con me stesso,

garantito che non sono un bravo cuoco ma fa lo stesso

ce la metto tutta ma in cucina sai non sempre basta, poi finisce che non vado quasi mai oltre la pasta

certo che in ogni caso devo fare economia,

è che a volte se sei solo poi ti accorgi  l’appetito se ne va via,

e molto meglio cucinare l'ho scoperto in compagnia,

pronto in tavola e qualcuno per scoprirne la magia

ma da quando vivo solo ho dimenticato gli stufati succulenti le patate al forno

i risotti le scaloppe la verdura intorno le ricette di torta appena pasticciate

il patè di fegato il salmone rosso lo champagne le aragoste il ricco caviale

non ricordo nemmeno che sapore hanno, forse ho dimenticato come si fa a mangiare.

          C’è chi ha il pane dolce, la sua fetta di torta, c’è chi il pane lo ruba e il pane scende di prezzo

          c’è chi lo lavora c’è chi fa fatica, e c’è il sapore amaro del suo pane quotidiano.

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IN GIRO PER LE STRADE

La notte quando hai voglia di andare ..non c'è nessuno.. nessuno con cui parlare

e tu ti trovi per strada senza un posto dove andare

cerchi qualcosa da fare

qualcuno da ascoltare

Notte che a volte lei ti fugge via ridendo io rimanevo come incantato ad ascoltarla 

la notte che a volte lei ti scivola via adagio, io ci cascavo come un bambino ad ascoltarla

e io ci stavo come uno sciocco ad ammirarla. Nel bar elettrico intanto tanta gente che parla

ride e beve, beve e parla, non ti dice niente

le terze visioni moda amore e delusioni, il solito film ... non cambia mai niente

e gli specchi del bar fra la gente che ride la sua faccia conosco... è ben mimetizzato

l'agente in borghese, Superman senza sorprese

quante volte ... quante ... l'ho incontrato 

e quante volte ... quante ... l'ho già visto

 (rit.) In quel momento io non ero lì  ... io pensavo solo a lei

la notte è grande per le strade e sembra che non cambi mai

quando l'amore si dimentica di tutti i nostri guai ...

la notte è grande ed io ero in giro per le strade insieme a te.

Vicino a lui la sua bambola di gomma "Baby Plastika" sorride e non saluta

L'amore lo fai? E quanti soldi prendi? E se la voglio lei mi vende la sua ora

e se la voglio mi fa fare un giro per un'ora.

Che cosa sai  tu della vita - domanda poi la gente - con chi credi di giocare la partita

Dove credi di arrivare? Io ho comprato la tua vita

Quanti anni ... quanto tempo è già passato ...

e forse mi risponde forse lei non ha capito che in quel momento il juke box suonava piano

c'è qualcosa di importante lei forse non ha sentito ... c'è qualcosa che lei forse non ha visto ...

c'è qualcosa che lei forse non ha capito ...

(rit.) In quel momento non pensavo al suo lavoro ... ai soldi ... a lei

in quel momento non vedevo più la notte insieme a lei

le sue trappole e i sorrisi finti che ora ama anche lei

in quel momento io ero in giro per le strade insieme a te.

 

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