GELATO METROPOLITANO SUCCESSO
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(1980,CRAMPS) ( 9279593)- PANE QUOTIDIANO- LA BALLATA DELL'INVASIONE DEGLIEXTRATERRESTRI-CENERENTOLA- ALBERTO-GELATO METROPOLITANO- BAMBULE'- NEUROX- MACONDO- SCIOCKA
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Testi e musiche di Alberto Camerini Edizioni Musicali Cramps Srl / Milano (P) 1980 Cramps Music Srl. |
PANE QUOTIDIANO
E se penso all’allegria che mi da un amica mia, con i suoi vestiti bianchi, i suoi sorrisi colorati
quando dice di volere un corpo bello, equilibrato, mangia solo cibo naturale con amore preparato
ma se cerchi di andare al di là dei suoi vestiti a fiori e seta,
dei suoi giochi dei suoi soldi, per l'equilibrio del pianeta
lei si alza sorridendo e dice "ciao" e poi va via,
dicendo "scusa ognuno ha il suo karma, in fondo non e’ colpa mia"
Insalata di riso bianco come il sorriso che la crema del latte da allo yogurt di frutta
bianca come la chiara dell’uovo sbattuto, come la panna montata con lo zucchero sopra
come il fior di farina che lei ha in cucina, bianca come lo yogurt anche se non fa rima
bianca come dovrebbe essere la sua coscienza che si scioglie come il pane e burro ogni mattina.
E c’è chi ha il pane dolce, la sua fetta di torta, c’è chi il pane lo ruba e il pane cresce di prezzo
c’è chi lo lavora, c’è chi fa fatica, e c’è il sapore amaro del suo pane quotidiano.
Un amico mio, un compagno, un bravo rivoluzionario, un tipo serio, intelligente e preparato
troppo preso dai problemi della crisi dello stato, di sé stesso e del suo corpo sembrava essersi scordato
ma il fegato dimostra ogni giorno quel contrasto tra i suoi nervi tesi e quel sorriso suo mai rilassato
o è il veleno che non ben ha digerito dopo il pasto,
ma il colore del suo viso che sembra essersi ingiallito.
Uova plastificate, liofilizzate, gente mineralizzata biodegradata
carne inscatolata gelatinizzata , deproteinizzata, supermarketizzata,
mangia verde artificiale devitalizzato, clorifilizzato, superindustrializzato,
frutta sciroppata supercolorata, dolce gomma artificiale, bilancia sbilanciata.
C’è chi ha il pane dolce, la sua fetta di torta, c’è chi il pane lo ruba e il pane scende di prezzo
c’è chi lo lavora c’è chi fa fatica, e c’è il sapore amaro del suo pane quotidiano.
Io se mangio quando mangio se sono solo con me stesso,
garantito che non sono un bravo cuoco ma fa lo stesso
ce la metto tutta ma in cucina sai non sempre basta, poi finisce che non vado quasi mai oltre la pasta
certo che in ogni caso devo fare economia,
è che a volte se sei solo poi ti accorgi l’appetito se ne va via,
e molto meglio cucinare l'ho scoperto in compagnia,
pronto in tavola e qualcuno per scoprirne la magia
ma da quando vivo solo ho dimenticato gli stufati succulenti le patate al forno
i risotti le scaloppe la verdura intorno le ricette di torta appena pasticciate
il patè di fegato il salmone rosso lo champagne le aragoste il ricco caviale
non ricordo nemmeno che sapore hanno, forse ho dimenticato come si fa a mangiare.
C’è chi ha il pane dolce, la sua fetta di torta, c’è chi il pane lo ruba e il pane scende di prezzo
c’è chi lo lavora c’è chi fa fatica, e c’è il sapore amaro del suo pane quotidiano.
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LA BALLATA DELL’INVASIONE DEGLI EXTRATERRESTRI
Nessuno fece caso nessuno li notò, non era mai successo, nessuno ci pensò
arrivarono ad ondate alcuni anni fa, sembravano invisibili forse irriconoscibili
Nessuno seppe mai quale pianeta fuggivano, da quale galassia, perché emigravano,
gli esperti non capivano come facevano a viaggiare…un'astronave trasparente o col potere della mente.
Approfittarono del lusso della civiltà avanzata, si nutrivano di scarti della società privata
riciclavano le macchine e i vestiti non usati, si vestivano di niente, di stracci colorati.
Vivevano in bande in case occupate, non avevano famiglia o tradizioni antiquate
comunicavano tra loro con nuovi segnali, tu li avresti detti diversi invece erano tutti uguali.
Li chiamavano marziani, animali, fuorilegge, briganti, guerriglieri, trovatori,
abitanti dello spazio, viaggiatori, visionari, anarchici, cercatori.
Come la terra gira, gira lenta intorno al sole, come cambiano le stagioni adagio senza rumore
si materializzarono con la stessa armonia con cui da un bagno d' acido si fa una fotografia.
Quando erano in troppi per poter tornare indietro, quando era troppo tardi erano già al di qua del vetro
per cacciarli nuovamente nello spazio con la guerra e cancellarli definitivamente dalla faccia della terra.
Li chiamavano marziani, animali, fuorilegge, briganti, guerriglieri, sognatori,
capitani dello spazio, viaggiatori, visionari, anarchici, trovatori.
I giornali che all’inizio ignoravano la cosa, adesso l’attaccavano, diventava più pericolosa
ma improvvisamente come erano arrivati nessuno più li vide, sembravano dileguati.
Nessuno seppe come, nessuno seppe dove, tornarono invisibili o irriconoscibili
o forse sono ancora qui e aspettano il momento, non vedono che l’ora per ritornare ancora.
Li chiamavano marziani, animali, fuorilegge, briganti, guerriglieri, sognatori,
capitani dello spazio, viaggiatori, visionari, anarchici, trovatori.
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CENERENTOLA
"Una storia fantastica, un film ai confini con la realtà, un’avventura incredibile dove amore e fantasia diventano una cosa
sola!!! Signore e signori….signori e signore, no!!! "
C’era una volta, e c’è ancora adesso, una ragazzina carina, forse un po’ sola, come tante, si chiamava Cenerentola.
Commessa ai grandi magazzini, una vita piatta, la troverai forse sprecata, senza ideali né alternative, 8 ore di duro lavoro e
se 8 ore vi sembrano poche provate voi a lavorare.
Se non fosse una cosa sola che Cenerentola aspetta, un'unica sera su sette, SABATO SERA.
E il sabato sera Cenerentola spende tutti i suoi soldi, si compra una parrucca verde di plastica, il rossetto da bambola
cosmetica, occhialoni da insetto, tuta trasparente di plastica sexy, make-up fantastico e chi la vede passare dice:
"OH YEAH!!!"
[ Manthra positivi, eh ragazzi …… Ma dove vai?….]
Ah! Ma cenerentola si annoia, è sola e triste, e per non andare in paranoia senza rendersi bene conto, per tirarsi un po’ su
butta giù due o tre pillole, forse qualche cosina anche di più: 3 Mandrax, 2 Talvin, Cardiozol, 5 Optalidon, 1 Revonal,
3 Preludin, 5 Mandrax, 2 anfetamine, 3 Mitomax, la pillola immaginaria.
Poi esce di casa e per strada, sui manifesti bui della metropolitana, cominciano delle strane sensazioni... le allucinazioni:
strani animali, topi nelle vene grandi come cavalli, una carrozza di zucca: "Cenerentola, Cenerentola, il ballo"
[ ….. Ragazzi, mi raccomando, uè!! …. ]
Ma stasera al palasport c’è un concerto rock, ci sono teenagers di gomma, marziani dello zoo, scimmie di plastica in blue
jeans, almeno una dozzina di leoni tutti convinti di essere i soli, e c’è un gruppo che suona ma la musica chi la sente, non
gliene frega niente, lo spettacolo è la gente.
[ FUORI, FUORI … giù in fondo ... .presto … Non si paga, non si paga! ... Non spingere. NON SI PAGA. Giù in fondo!! ]
C’erano tutti, la banda di Ultraflash, i "randa" del bar della stazione di Metanopoli, elefanti rossi ultrasensibili e giraffe
della televisione, il bar Magenta in formazione da guerra al completo, i cani sciolti, gatti con sette vite, mangiatori di fuoco,
naturalmente…..
[cioè veramente troppo, troppo, …. ma lo sai quanto li pagano? guarda quegli scoppiati che 2 mesi erano lì al bar che
non facevano niente, adesso……]
Ma Cenerentola si muove e non vuol perder tempo, conosce un ragazzino, fa amicizia, è cosi carino; Cenerentola è sola,
vuole un po’ d’amore e anche un po’ di sesso, quello non capisce bene, lei gli dice: "Dai, perché no? Adesso!", quello tenta
di parlarle e lei lo spinge verso il cesso: "No, ma qui c’è gente, cos’è sto fumo?" … una nuvola pazzesca …. Per Cenerentola
fa lo stesso, amore in due o tre, ovunque, anche adesso.
[ si, no, si , no, si, no, si, no SI, SI, NO, NO…. c’è tempo, c’è tempo]
Quando sono sul più bello "Metti tutto via, sta arrivando la polizia, anzi, il servizio d’ordine"
Il servizio d’ordine arriva ma respirano quell’aria, una nuvola pazzesca, cominciano a sballare, l’allucinazione è varia,
uno apre il rubinetto, l’acqua può essere un’idea, ma allaga tutto arriva acqua anche in platea.
[ POLIZIA, POLIZIA………aprite……………acqua!!………affogo!! ]
Cenerentola segue l’illusione, il Principe Azzurro, il sogno della vita, il pop star, (Gesù, che bello)
ma intanto la musica era finita in champagne, rose rosse e stivali di serpente, groupies, bambole,"che sorriso affascinante".
"È lui, è lui! non è una visione… che fantoccio…che delusione!!"
- "Hei, bambola , vieni qui.."
- "No! Che fai?…no, no, no….. ci vediamo… cosa? Vuoi una scarpa? ….beh, no,….ciao, eh!!… ciao"
- "Ma per la collezione!!…"
Ma sarà stato il dentifricio o quel suo strano deodorante, o un sorriso agghiacciante o quel suo alito un po’ pesante
ma Cenerentola seguì l’amore incontrato per caso da 2 ore, con un amica che aveva incontrato e nel frattempo
familiarizzato.
E la morale di questa storia, la morale se la cerchi,
è che il diavolo fa le pentole, ma poi fa anche i coperchi.
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ALBERTO
Sono nato nel sole di un paese grande che libero forse non e’ stato mai.
Un paese grande, di gente felice, di grandi foreste e di grandi città,
il Brasile che a marzo ha il ritmo di strada, della scuola di samba che non si ferma mai,
quando ero bambino giocavo per strada con San Paolo e i giardini della mia città.
E la strada ha i suoi giochi, l’eco delle canzoni, il sole caldo d’estate e le onde del mare
E la spiaggia ha i suoi giochi, l’eco delle conchiglie, il sole caldo d’estate e le onde del mare.
Poi la scuola, i pensieri e i bambini neri, gli amici, le feste e il guaranà-guaranà.
Il mattino sereno per giocare a pallone, a piedi nudi per strada la mia lezione,
e in ogni canzone quel tempo che passa, Brasile campione non si ferma mai,
quando ero bambino giocavo per strada con San Paolo e i giardini della mai città.
E la strada ha i suoi giochi, l’eco delle canzoni, il sole caldo d’estate e le onde del mare
E la spiaggia ha i suoi giochi, l’eco delle conchiglie, il sole caldo d’estate e le onde del mare
Poi un giorno di marzo, mio padre decide, mia madre che ride e piange di gioia
si torna in Italia, che io non conoscevo, che allora non volevo, cosa importava a me
in cambio dei giochi, del mercato di frutta, dell’aria di strada, della felicità
e dei mille compagni, del campo di calcio che c’era per strada, che non scorderò più,
e dei mille compagni, del campo di calcio, dell’aria di strada che non scorderò più.
E la strada ha i suoi giochi, l’eco delle canzoni, il sole caldo d’estate e le onde del mare.
E la spiaggia ha i suoi giochi, l’eco delle conchiglie, il sole caldo d’estate e le onde del mare.
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GELATO METROPOLITANO
Signore e signori un momento di attenzione, amici, compagni, spettatori, un'altra canzone
questa è proprio micidiale un po’ fuori dal normale, dopo il pane quotidiano, un gelato metropolitano
digeribile da tutti, dai grandi e dai bambini, diciamo gusto tutti frutti, firmato Alberto Camerini
nutriente, digestivo, tonico e corroborante.
Banana, fragola e limone, arcobaleno zabajone, crema gel al tuttifrutti, stracciatella col biscotto
panna in coppa, candelotto, fior di latte clandestino, un bel cono col pistacchio, zut,vaniglia torroncino
babà deflagrante con nocciola latitante, verde menta alla granita, al caffè non è finita
pesca, albicocca, ananas e dolce in bocca, tupamaro, grock schiacciato, colorato è il mio gelato.
L’amore, si vabbè, l’amore può essere eccezionale, o un bel film del terrore, poi può essere brutale,
storie dell’autonomia me le avresti censurate, canzoni con pornografia me l’avrebbero bocciate,
non parliamo poi di sesso, anche se per me è lo stesso,
ora però non ti arrabbiare, si può ancora ricominciare,
era un puro esperimento, un gioco, un divertimento.
Banana, fragola e limone, arcobaleno, zabajone, crema gel al tuttifrutti, stracciatella col biscotto
panna in coppa, candelotto, fior di latte clandestino, un bel cono col pistacchio, zut vaniglia torroncino
babà deflagrante con nocciola latitante, verde menta alla granita, al caffè non è finita
pesca, albicocca, ananas e dolce in bocca, tupamaro, grock ghiacciato, colorato è il mio gelato.
E adesso che ho terminato spero di avervi divertito,
che non ve la siate presa a male e che abbiate anche capito,
sono le mie contraddizioni che diventano canzoni, a parte che ora la menata è stato un poco esagerata,
non ho problemi di arrivismo né di sadomasochismo, la realtà è invece che tu non hai più umorismo,
d’accordo, niente pessimismo, però nemmeno trionfalismo.
Banana fragola e limone, arcobaleno, zabajone, crema gel al tuttifrutti, stracciatella col biscotto
panna in coppa, candelotto, fior di latte clandestino, un bel cono col pistacchio, zut vaniglia torroncino
babà deflagrante con nocciola latitante, verde menta alla granita, al caffè non è finita
pesca, albicocca, ananas e dolce in bocca, tupamaro, grock ghiacciato, colorato è il mio gelato.
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BAMBULE’
C’era un ragazzo che amava come me incontrare tanta gente divertente.
Un giorno in una festa incontrò una ragazza bella come non ne aveva viste mai, mai.
"Ciao, come ti chiami?" disse un poco imbarazzato, "Un bel gioco ho appena imparato,
mi chiamo Bambulè e non è affatto complicato , ma mi sto innamorando di te".
"Ah!", lei rispose "Io mi chiamo Melarancia, tu mi sembri un tipo che non si sbilancia,
mi piace il tuo candore... vorrei fare all’amore, ma uno specchio incantato il mio cuore ha rubato
la bellezza mi ha dato e in cambio mi ha intrappolato.
Bambulè poi ci pensò, disse: "Certo che ci sto !"
Questa è la storia che ho imparato da 3 clown che ho conosciuto, di un pavone misterioso, del suo specchio scivoloso
che ti da la fantasia ma che poi ti porta via, del suo strano indovinello, dell’amore grande e bello.
Parlarono per ore di amore e psichiatria, Melarancia poi gli disse: "Hai fantasia!! Aah!
Se vuoi vedermi ancora devi andare da un Pavone, ma attenzione, chi lo vede s’innamora,
lui mi ha intrappolato con lo specchio incantato e il mio amore per sé ha rubato.
Ma se indovinerai l’indovinello che farà, poi in cambio tu avrai la mia libertà.
Lui abita lontano ma è facile arrivarci, sta in un hotel, si chiama "Arcobaleno",
danza tutto il giorno si guarda allo specchio, è sereno, tranquillo, non diventa mai vecchio.
Mangia solo un fiore che si chiama Narciso e in cambio ti da il Paradiso".
Bambule’ poi lo cercò e poco dopo lo trovò.
Questa è la storia che ho imparato da 3 clown che ho conosciuto, di un pavone misterioso, del suo specchio scivoloso
che ti da la fantasia ma che poi ti porta via, del suo strano indovinello dell’amore grande e bello.
Il Pavone lavorava in un giornale colorato da vestiti, foto, fiori, circondato.
Gli dissi: "Se lo vuoi ti regalo un sogno bello, se non vuoi ecco a te l’indovinello:
Cosa come il sale dà sapore ma che è dolce più dolce del miele ??"
"Ah, ma è molto facile!" rispose Bambulè, non sbagliò quando disse "L’amore!".
il Pavone fu cortese, quando perse si arrese, disse, "Ecco, ora l’incanto è sciolto"
e Bambulè sconvolto dal riso e dal pianto, felice volò dall’amore che ora aveva,
dalla bella Melarancia che adesso lo attendeva .
Bambule’ poi lo cercò e poco dopo lo trovò.
Questa è la storia che ho imparato da 3 clown che ho conosciuto, di un pavone misterioso, del suo specchio scivoloso
che ti da la fantasia ma che poi ti porta via, del suo strano indovinello, dell’amore grande e bello.
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NEUROX
Ascolta ora, questa è un'altra storia raccolta nel tamburo metallico della notte attraverso lo scintillio del suono magico dell’altoparlante universale. È notte nella metropoli totale e non si può evadere dalla notte. Neurox dietro la corazza lo sa, ma esce una voce vietata, proibita, rifiuta l’ideologia della miseria, progetta piani di trasformazione, apparentemente assurdi. Questa la storia come l’ho sentita, davvero, neanche per caso, una delle ultime sere di Carnevale.
Forse hai già sentito il mostruoso Frankenstein, Batman, King Kong e Nembo Kid
hai presente i mostri dell’orrore del Voodoo, Vampirella, Gordon ed i robot?
Beh… c’è qualcosa sconvolgente, una nuova sensazione, un nuovo mostro sorprendente, forse ti divertirà
corazzato indistruttibile, di plastika e infrangibile, piangerai, riderai, sognerai, forse lo amerai.
NEUROX, senza il tuo amore io sono un mostro, forse ho paura e non so perché.
NEUROX, voglio il tuo cuore io sono un mostro, forse anche tu sei sola come me.
Lui funziona a pile però non si ferma mai, programmato tutto calcolato,
ideale per bambini non si rompe mai, ha una lampadina che si accende.
Ti darà soddisfazione, no, non si lamenterà, non consuma molto, vedrai che ti divertirà,
non ha mai paura mai, garantito contro shock, è un mostro indistruttibile ti sorprenderà vedrai, riderai, ti divertirai.
NEUROX, senza il tuo amore io sono un mostro, forse ho paura e non so perché.
NEUROX, voglio il tuo cuore io sono un mostro, forse anche tu sei sola come me.
Innamorato pazzo dei film della tv, mangia fili elettrici e transistor,
tu conosci Alice Cooper, Batman, Asterix, Guerre nello spazio, Diabolik?
C’è qualcosa sconvolgente, una nuova dimensione, un nuovo mostro travolgente, forse ti sorprenderà,
corazzato indistruttibile, di plastika e infrangibile, piangerai, riderai, forse poi ci penserai, sognerai, forse lo amerai.
NEUROX, senza il tuo amore io sono un mostro, forse ho paura e non so perché.
NEUROX, voglio il tuo cuore io sono un mostro, forse anche tu sei sola come me.
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MACONDO
Come mai tu qui stasera? Certo che coraggio hai.
Io cercavo movimento, tu forse ti scoraggerai.
"Come stai?" " E tu?", " Che fai?" " E tu?", " Non sapevo dove andare.
Sono solo, e tu?", "Dai, vieni su" "Ti prego non lasciarmi solo".
Per dimenticare il verde prato che non c’è, per cercare amore, amore, amore insieme a te.
E mi perdo tra la gente, i gatti, i clown i parlatori, i politici, i filosofi, i poeti, i giocatori.
La lepre di marzo è vicina, qui c’è troppa confusione
Elena ha un gran successo, ma parla senza agitazione
"Cosa vuoi?" "Di più...", " Dai, vieni su" " Portami con te lontano"
"Ma perché?" "Così" "Ma dai..." " Ma si...", a me sembrava una follia.
Per dimenticare il verde prato che non c’è, per cercare amore, amore, amore insieme a te.
E mi perdo fra la gente, gli sconvolti, i danzatori, le farfalle, il ristorante dei fumetti, i sognatori.
Barbara ha gli occhi d’oro, Mario sta ridendo felice,
le ragazze ridono tra loro, chi cerca amore non lo dice.
"Come mai tu qui? Stasera si...", " Ti prego non lasciarmi solo..."
"Come stai?" "E tu?", " Che fai tu qui?" " Non sapevo dove andare..."
Per dimenticare il verde prato che non c’è, per cercare amore, amore, amore insieme a te.
E mi perdo fra la gente, i maghi, i clown, gli scocciatori, e gli stracci del mercato, le stelline, i sognatori
Per dimenticare il verde prato che non c’è……..
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SCIOCKA
Lei, lei non è contenta, si sente frustrata, insoddisfatta, è ancora annoiata, ha bisogno di più, non è mai abbastanza per la
sua fantasia, la fotografia, lei vuole di più, si deve sfogare e vuole gridare.
Io, io per lei solo un gioco, un elettrodomestico, che si usa e si lascia, che si accende e si spegne, un oggetto sbattuto
a piacere se vuoi, transistorizzato, come vuole lei, lui. Come vuoi tu, ma non è abbastanza, lei vuole di più.
SCIOCKA, se non stai bene attento la scossa ti da.
SCIOCKA, se lei apre la bocca, lei ti shockerà.
Io, cos’altro può fare uno come me, che può fare di più, farò come vuoi tu, come vuole lei, lui.
Sarò io servitore di due padroni, ho servito già tanti, servirò anche te, ho amato già tanti amerò anche lei
Lei, lei vuole le mani, le mie, teleguidate, computerizzate, ha bisogno di più, perché ancora ha paura, e non riesce a volare,
si deve sfogare e vuole gridare la sua voglia di amare, e ha bisogno di più, e non è abbastanza.
SCIOCKA, se non stai bene attento la scossa ti da.
SCIOCKA, se lei apre la bocca, lei ti shockerà.